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Scritto da PD AFRAGOLA
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Martedì 12 Ottobre 2010 22:45 |
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La mozione di sfiducia al Sindaco di Afragola, sen. Vincenzo Nespoli, presentata dalle opposizioni ieri, Lunedì 11 Ottobre, in Consiglio Comunale, è stata respinta con 13 voti favorevoli e 15 voti contrari, compreso quello del Sindaco stesso. Pur sopravvivendo alla sfiducia, però, l'Amministrazione Nespoli continua a non avere una chiara maggioranza in Consiglio Comunale, visto che non è stata raggiunta la fatidica quota di 16 consiglieri su 31: si sono infatti assentati due consiglieri della maggioranza, De Stefano (Afragola in Positivo) e Silvestro (Popolo delle Libertà), mentre il consigliere Perrino (Udc), che fornisce un appoggio esterno alla maggioranza, è uscito dall'aula al momento del voto.
In allegato (clicca qui) l'intervento in C.C. del capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Boccellino |
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Scritto da PD AFRAGOLA
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Giovedì 09 Settembre 2010 20:12 |
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Scritto da PD AFRAGOLA
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Mercoledì 09 Giugno 2010 14:32 |
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Scritto da PD AFRAGOLA
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Martedì 01 Giugno 2010 09:13 |
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Dopo oltre due anni di Amministrazione Comunale di Centro-destra guidata dal Sindaco-Senatore Vincenzo Nespoli, i cittadini di Afragola hanno dovuto constatare con grande amarezza che quella in carica è la classe dirigente più dequalificata, più sgangherata e più inaffidabile che la comunità locale abbia mai potuto registrare in tutta la sua storia politico-amministrativa.
Si trascura, in questa sede, quelle che potrebbero perfino essere interessanti analisi di tipo sociologico od anche di valenza antropologica per mettere in luce le dinamiche storico-politiche che, nel corso degli ultimi anni, hanno alimentato il processo di inesorabile deterioramento sia nella qualità del confronto democratico locale che nell’inquinato modello di aggregazione del consenso.
Allo stato “drammatico” delle cose infatti, appare molto più appropriato e, soprattutto, più rispondente al disagio ed al malessere diffuso nella opinione pubblica cittadina richiamare l’attenzione della società civile, della politica e delle istituzioni, sul “modello di governo” che il Sindaco-Senatore Nespoli e la sua “pseudo” maggioranza di Centro-destra hanno finora messo in piedi per realizzare un “sistema di potere” subdolamente permeato dagli intrecci perversi tra la politica e gli affari, finora allevati, tra l’altro, all’ombra di ricorrenti inchieste giudiziarie oltre che in un finanche malcelato contesto di illegalità, di pacchiana approssimazione amministrativa e di arrogante malversazione nella pratica gestionale dell’amministrazione comunale.
In particolare si evidenziano, solo per comprensibili motivi di sintesi, i seguenti 10 punti:
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in Consiglio Comunale ancora siede un consigliere eletto nelle liste del Centro-destra che, all’indomani della consultazione elettorale del 2008, fu arrestato per fatti di droga;
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in Consiglio Comunale ancora siede un altro consigliere comunale eletto nelle liste del Centro-destra che, per reati di grave allarme sociale, addirittura è stato sottoposto a misure di limitazione dei suoi movimenti sul territorio;
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sul Sindaco-Senatore Nespoli già pende una sentenza di condanna per tentata concussione emessa in 1° grado dal Tribunale di Napoli, con la quale gli sono stati comminati anni due e mesi sei di carcere in quanto ha tentato di imporre nel recente passato ad un Supermercato operante sul territorio cittadino, l’assunzione di 250 persone scelte secondo le su aberranti logiche clientelari o forse secondo logiche ancora più desolanti;
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nel corso dei lavori di una recente seduta di Consiglio Comunale e nell’ambito di una intervista rilasciata da un consigliere eletto nelle liste del Centro-destra, è stato dichiarato che l’autista del Sindaco, con tanto di nome e cognome, sarebbe un noto affiliato ad una organizzazione malavitosa;
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il programma di riqualificazione urbanistico-ambientale di Corso Napoli – Via Oberdan, già finanziato dalla Regione Campania per alcuni milioni di euro, prevedeva che l’opera fosse realizzata entro il 31/12/2009. Il Sindaco Nespoli, con l’avallo di una giunta compiacente e di un apparato tecnico amministrativo organico ai suoi disegni, inopinatamente ha stravolto l’originario assetto del progetto eliminando le previste strutture da realizzare al servizio della collettività su espropriandi suoli privati e li ha dirottati tutti su aree di proprietà pubblica.
Allo stato attuale non si capisce il perché, o forse lo si capisce fin troppo, come, anche a rischio di perdere il finanziamento regionale, tale discutibile scelta abbia anche fermato la procedura di gara dell’opera già espletata da diversissimi mesi, ma non tanto da non sottoscrivere con la ditta vincitrice il contratto, aprendo in tal modo squarci di veleni, di dubbi e di sospetti, niente affatto ingiustificati;
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sin dal suo insediamento avvenuto nel 2008 il Sindaco – Senatore Nespoli non ha fatto niente per nascondere la sua ferma volontà di rescindere il contratto di appalto con la ditta “Ego Eco” a cui era stato affidato il Servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani da precedenti governi prefettizi. Era questo, infatti, il presupposto necessario per “consegnare” il Servizio in questione alla ditta “Igiene Urbana” di S.Antonio Abate, lo stesso Comune dove il consulente incaricato dal Sindaco proprio al fine di rescindere il precedente contratto, tale Eugenio Abbagnale, era stato assessore in quota ex AN, il partito di Nespoli. Alla nuova ditta, guarda caso, vengono pagati canoni molto più alti di quelli precedenti nonostante le vistose irregolarità che per mesi hanno impedito persino di sottoscrivere un regolare contratto con il comune e nonostante essa fosse priva dei requisiti previsti dalla normativa “antimafia”, ma in presenza però, di assunzioni assicurate agli amici, agli amici degli amici ed ai parenti dei consiglieri di maggioranza recalcitranti;
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Il Sindaco-Senatore Nespoli ha fortemente voluto, e la sua maggioranza supinamente assecondato, la costituzione di una società a totale partecipazione comunale, Afragola@net, alla quale sono stati illegittimamente affidati, sottraendoli alla competente professionalità della mortificata struttura amministrativa preesistente, fondamentali servizi e funzioni istituzionali del Comune con un dispendio di risorse economiche e con l’unico scopo di costituire una “struttura parallela autonoma” a proprio ed esclusivo servizio.
Attraverso tale struttura il Nespoli, oltre a “dominare” in forma “padronale” l’intero funzionamento della macchina comunale, controlla, alimenta ed arricchisce di “contenuti” il suo “sistema di potere” sottraendolo a qualsiasi forma di controllo e proiettandolo in prospettiva ben oltre la durata del suo mandato. A ciò si aggiunga che attraverso le illegittime assunzioni di comodo, fatte in Afragola@net in spregio ed in barba al “patto di stabilità”, “governa” l’attuale “corte traballante” che lo sostiene centellinando e scambiando con qualche “posto” il consenso necessario in caso di votazione di atti comunali importanti;
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Il Sindaco-Senatore Nespoli nel 2009 si è visto bocciare dalla sua stessa maggioranza la relazione di programma sulla quale aveva chiesto la fiducia. Dopo aver solennemente annunciato le sue dimissioni in Consiglio Comunale inopinatamente dopo 24 ore riconquista a suon di prebende ed assessorati alcuni peraltro chiacchierati consiglieri dissidenti e ritira le dimissioni.
Analogamente, dopo alcuni mesi, si vede respinto il conto consuntivo relativo al 2008, ma, senza perdersi d’animo, “ricompra” - con “prezzi inconfessabili” - qualche consigliere comunale ancora recalcitrante ed, oplà, Nespoli riporta ed approva “il conto” in un’altra seduta di Consiglio.
Da ultimo, è di qualche settimana addietro la “politicamente” squallida approvazione del Bilancio di previsione del 2010, privo del parere del Collegio dei revisori, avvenuta con il voto di solo 14 consiglieri su trentuno, da parte di una maggioranza nella quale, nonostante il “mercato permanente” dei consiglieri, ancora si registrano assenze, dissensi e distinguo in attesa di risposte remunerative persino di rappresentanti di spicco come il Presidente del Consiglio Comunale;
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Fino a qualche settimana addietro ancora non era dato sapere se e quale “importante” gruppo di tecnici fosse stato incaricato di redigere il Documento di Orientamento Strategico (DOS) e le relative schede tecniche per interventi di riqualificazione del Centro storico della Città nell’ ambito del Programma d’Integrazione Urbana (PIU Europa), per il quale La Regione Campania ha cofinanziato dai Fondi Europei un investimento di oltre 70 milioni di euro.
Al riguardo si evidenzia il ruolo del “tuttofare” dirigente dell’UTC ing. Boccia, discusso professionista esterno proveniente da San Giuseppe Vesuviano dove ha avuto spiacevoli “incidenti giudiziari”, il quale per il PIU’ EUROPA ha svolto funzioni di programmatore, di progettista, di Rup e di coordinatore generale.
Dirigente che si ritiene sia la longa manus del Sindaco e quindi, rispondendo solo a quest’ultimo, nega l’accesso a qualsiasi documento, talvolta anche alla stessa maggioranza.
Il risultato di tutto questo è stato che il lavoro tecnico-amministrativo prodotto dal Dirigente Boccia per realizzare il PIU’EUROPA è apparso confuso, scarno ed inadeguato rispetto agli adempimenti formali pur previsti, e, soprattutto, in assenza della copertura di previsti organismi di controllo politico esso appare palesemente finalizzato a realizzare non un salutare intervento di riqualificazione urbanistica, sociale e produttiva del Centro Antico, ma solo una colossale “operazione speculativa di tipo immobiliare”, tra l’altro talmente evidente da provocare numerose diffide da parte di cittadini proprietari e ferma opposizione in consiglio comunale da parte del centro-sinistra, tali da indurre il Sindaco a ritirare il provvedimento.
Ad oggi nessuna nuova iniziativa è stata assunta se non quella di consumare circa un milione di euro per incarichi professionali vari e tutto tace con gravissimi disagi dell’intera comunità, atteso che, in un periodo di grave crisi come quella attuale, la possibilità di investire nel campo dell’edilizia potrebbe alleviare le condizioni di vita di tantissimi lavoratori ed imprese;
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sul Sindaco-Senatore Nespoli allo stato pende, in attesa dell’autorizzazione della competente Giunta del Senato, un ordine di arresto emesso dalla Magistratura napoletana che gli contesta gravissimi reati, quali la corruzione elettorale, la bancarotta fraudolenta ed il riciclaccio di denaro di illecita provenienza.
L’inchiesta giudiziaria parte dal fallimento per oltre 20 milioni di euro dell’Istituto di Vigilanza “La Gazzella”, i cui amministratori sono stati oggetto a suo tempo anche di provvedimenti restrittivi della libertà personale. Secondo i Magistrati inquirenti Nespoli sarebbe stato il titolare di fatto della “Gazzella”, nei cui organici avrebbe immesso decine di dipendenti “inutili” in cambio di voti e di ingenti somme di denaro e dalle cui casse avrebbe prelevato”fraudolentemente” grosse somme di danari destinate al pagamento dei lavoratori, tasse e contributi. Tali fondi, secondo I Magistrati, sono poi confluiti nell’investimento immobiliare di “S.Marco” che Nespoli, quale “dominus occulto”, sta realizzando sul territorio cittadino per un ammontare di oltre 20 milioni di euro. Appare quanto meno opportuno a questo punto evidenziare che l’area su cui il Sindaco Nespoli, per interposte persone (moglie-nipote) sta realizzando il parco residenziale S. Marco, all’origine era di proprietà di una Società che svolgeva ad Afragola il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. A quest’ultima, peraltro, furono “elargiti” diversi miliardi delle vecchie lire quale indennizzo derivante da una velenosa transazione conseguente ad un “sospetto” contenzioso tra la Ditta ed il Comune, che fu approvato nel corso di un Consiglio Comunale durato appena 7 minuti, con la presenza della solo Maggioranza di Centro-destra dell’epoca, guarda caso anche allora “governata di fatto” dal Nespoli. L’area in questione, poi, approdata con sospetta coincidenza nella piena disponibilità del Sindaco Nespoli e della su famiglia per realizzare “l’affaire S. Marco”.
Dalla lettura dell’ordine di arresto si evince anche che Nespoli, attraverso la moglie ed il nipote, consigliere comunale eletto nelle liste del P.D.L., risulta essere appunto il “dominus occulto” della SEAN Immobiliare, la Società che sta realizzando il PARCO S.MARCO.
Questa operazione è, senza dubbio, la più grande speculazione immobiliare mai realizzata ad Afragola atteso che essa vede la costruzione di quaranta appartamenti, decine di ville mono e bifamiliari ed il cui appaltatore è un soggetto su cui pendono inchieste per individuati collegamenti con un noto clan camorristico napoletano.
Nell’ambito della vicenda giudiziaria in itinere risulta indagato anche un altro consigliere comunale, ugualmente eletto nelle liste del Centro-destra e che fino al 2008 è stato l’Amministratore Delegato della Sean, nel mentre oggi si pone come grande oppositore ed accusatore di Nespoli.
Grande oppositrice del Sindaco, inoltre, è un’altra consigliere comunale del Centro-destra che coltiva rapporti di contiguità con un imprenditore pesantemente coinvolto nell’”affaire Nespoli”.
Come se tutto questo non bastasse, inoltre, proprio pochi giorni prima dell’arresto emesso nei suoi confronti, il Nespoli si è fatto approvare dal “fido” ing. Boccia, titolare omnifunzioni dell’UTC, una variante in sanatoria di tutti gli abusi edilizi commessi nel corso dell’operazione S. Marco, opportunamente rilevati dal precedente tecnico comunale e “dimenticati” dai funzionari attuali preposti al controllo del territorio.
Si aggiunga che questa pratica, unitamente a quella conseguente alla rateizzazione degli oneri di urbanizzazione dovuti, è stata esaminata ed istruita dall’UTC e poi rilasciata sempre dal “fidato” ing. Boccia nel giro di 4/5 giorni, nel mentre ai poveri, mortali cittadini, vengono imposti tempi biblici per il disbrigo di pratiche anche meno importanti.
La solerzia e la servile disponibilità e, soprattutto, l’organicità al “sistema Nespoli” del ruolo svolto dall’ing. Boccia referente indiscusso di tutte le iniziative del Comune sia in materia urbanistica che in materia di LL.PP., è stata immediatamente ricompensata dal Sindaco con la indizione del bando di assunzione in organico del dirigente dell’UTC in controtendenza alle scelte di incarichi a tempo indeterminato che al riguardo generalmente vengono assunte da altri EE.LL.
Avverso tale bando pende giustamente ricorso amministrativo proposto dal dirigente che, pur essendo da sempre in organico al Comune di Afragola con funzioni di responsabile dell’UTC, è stato bruscamente sollevato dall’incarico dal Nespoli ed oggi viene impropriamente utilizzato proprio per far posto al “fido” ing. Boccia.
Tutto questo, in solare evidenza, si rende possibile solo alla luce di un palese, quanto colossale “conflitto d’interessi” tra le doverose funzioni di organo “tertium” e “garante” dell’equanimità amministrativa verso tutti i cittadini che il Sindaco è per legge chiamato ad esercitare, e quelle invece che lui svolge come privato imprenditore e titolare delle richiamate ed importanti attività edilizie sul territorio.
Se si considera che tale attività, poi, non solo sono condotte in spregio alle norme che regolano le relative procedure di gestione grazie alle coperture assicurate dagli Uffici e dai dirigenti nominati al Comune proprio dal Sindaco, ma esse sono state poste anche al centro di delicate inchieste giudiziarie che, oggi come detto, sono sfociate nell’ordine di arresto emesso nei confronti di Nespoli, si capisce appieno come tutto questo sia emblematico di quel richiamato “conflitto d’interessi” da rimuovere e superare con immediatezza.
Alla luce, pertanto, delle evidenti trame e dei perversi intrecci esistenti tra politica e gli affari che vengono realizzati ad Afragola nell’ambito di un “sistema di potere” imperniato sulla commistione spregiudicata tra la rappresentanza elettiva, gli uffici comunali e la figura assolutamente dominante del Sindaco-Senatore Nespoli, le sottoscritte rappresentanze politiche del centro – sinistra di Afragola de:
Il Partito Democratico, la federazione “Rinascita”, l’Italia dei Valori, la Rifondazione Comunista federazione della sinistra, l’Italia Popolare, l’Alleanza per l’Italia nel rilevare la presenza di tutti gli elementi che richiamano “l’emergenza democratica”di una ormai ineludibile “questione morale” che si accompagna all’altra emergenza anche qui evidenziata da una pericolosa deriva di “malamministrazione” del governo comunale,
richiedono:
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le immediate dimissione del Sindaco affinché la Città sia “liberata” dal peso e dal sospetto di un’infamante macchia collusiva del suo massimo rappresentante con interessi ed attività da evidenti connotati criminosi;
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l’istituzione e la nomina di una Commissione Ministeriale di Accesso agli atti del Comune affinché ne sia accertata la legittimità e la conformità oltre che l’assenza da condizionamenti esterni di natura malavitosa. Per quest’ultimo aspetto si richiama l’attenzione delle istituzioni di controllo sul dato accertato che i motivi sottesi ad un precedente scioglimento del consiglio sono tutt’ora in piedi e non sono stati affatto rimossi dalla maggioranza di Centro-destra e dal Sindaco Nespoli;
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la sospensione “ad horas” del Sindaco dalle sue funzioni in virtù sia dell’attuale ordine di arresto emesso nei suoi confronti che dell’evidente “conflitto d’interessi” esistente tra il suo ruolo istituzionale e quello di grande imprenditore-speculatore edilizio sul territorio.
Le sottoscritte rappresentanze politiche del Centro-sinistra, infine, alla luce di tutto quanto premesso dichiarano che boicotteranno, in tutte le forme consentite, le attività e le scelte amministrative di un Sindaco e di una maggioranza di Centro-destra ormai delegittimati sul piano morale oltre e prima ancora che politico, fino alla estrema decisione di disertare definitivamente, con le proprie dimissioni, i lavori del Consiglio Comunale ove mai essi dovessero ancora persistere nel mantenere il governo della Città ferita nella sua dignità civile, democratica e culturale.
Afragola, 30 Maggio 2010
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Scritto da PD AFRAGOLA
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Lunedì 24 Maggio 2010 11:40 |
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I provvedimenti giudiziari emessi qualche giorno fa dalla Procura della Repubblica di Napoli nei confronti del primo cittadino di Afragola e di alcuni consiglieri comunali, impongono a questo civico consesso un dibattito sereno e pacato al fine di affrontare in maniera obiettiva l’insieme delle problematiche sottese e richiamate nell’intervento della Magistratura. E’ ormai evidente che anche qui ad Afragola siamo in presenza di una “questione morale” che non può essere più ignorata facendo finta che la vicenda Gazzella – Sean Immobiliare sia solo un modesto incidente di percorso.
Se da un lato, infatti, non si può immaginare di trasformare il Consiglio Comunale in un’aula di Tribunale, dall’altro neanche si può tollerare che si propinino alla città fuorvianti manifestazioni di blandi attestati di solidarietà al Sindaco, come se quanto è accaduto potesse tenere distinta la sua persona dal ruolo di un amministratore pubblico che rappresenta una città di 70 mila abitanti.
Ed ancora: la necessità di un dibattito serio ed approfondito si rende indispensabile proprio per l’intreccio evidente che esiste tra l’intervento edilizio posto a base, tra l’altro, dell’ordinanza di custodia ai domiciliari del Sindaco ed il ruolo dell’Ente locale. E’ assolutamente impossibile tenere disgiunti i ruoli che allo stesso tempo espleta il Sindaco di Afragola ed il “dominus occulto” della speculazione edilizia di San Marco. Fermo restante il corso delle indagini e gli sviluppi che avrà l’inchiesta giudiziaria per punire tutti coloro i quali dovessero aver commesso reati, infatti, al Partito Democratico preme sottolineare soprattutto il forte “conflitto d’interessi” che tuttora persiste, tanto da indurci a mettere in campo una forte battaglia, qui ed altrove, per restituire dignità politica alla Città ed a tutti gli afragolesi.
D’altronde le responsabilità politiche del Sindaco Nespoli sono enormi ed hanno avuto inizio già dal suo insediamento avvenuto oltre due anni fa. Il “sistema” da lui avviato da subito di circondarsi, con nuovi assunti, di persone di sua esclusiva “padronanza” e isolare i funzionari ed i dipendenti comunali non schierati, gli hanno consentito di mettere in atto non solo un clima di “terrore” onnipresente, ma una vera e propria “struttura parallela” sostitutiva, che gli consente di governare l’Ente Locale come un “padrone assoluto” e di gestire direttamente ed indirettamente tutto attraverso “dirigenti di comodo ed al suo servizio”.
E’ in tale contesto che si cala l’intervento edilizio di San Marco ed il ruolo dell’Ente Locale, che ha senz’altro “agevolato” la speculazione in atto.
Nessuno, in questi due anni si è preoccupato infatti di verificare cosa accadesse in quel cantiere.
L’Ufficio Tecnico, con il “Dirigente del Sindaco” ing. Boccia ed i vigili urbani si sono guardati bene dal varcare la “soglia della recinzione” del Parco S. Marco sia per verificare se quanto ivi si stava costruendo avvenisse nel rispetto di quanto concesso e sia per mettere in esecuzione i provvedimenti normativi consequenziali alla contestazione di illeciti edilizi per alcuni fabbricati già rilevati nel corso della gestione commissariale dal precedente dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale. A prescindere, inoltre, dagli omessi controlli e dalla omessa esecuzione dei provvedimenti di requisizione parziale di alcuni manufatti da parte di chi era preposto a farlo, si è consentito alla Sean Immobiliare addirittura di presentare al Comune di Afragola, e quindi all’attenzione dell’ing. Boccia Dirigente “tuttofare” del Sindaco Nespoli, una variante per sanare gli abusi commessi. Con essa, in sostanza, si consente alla Sean Immobiliare di regolarizzare i propri abusi attraverso discutibili valutazione tecniche urbanistiche attestate dal dipendente comunale arch. Raffaele Pelliccia, il quale ha espresso nella sua qualità di RUP la regolarità del procedimento svolto e la correttezza per i profili di competenza (sic).
Nel mentre centinaia di cittadini aspettano per mesi il turno cronologico per l’evasione delle loro pratiche edilizie, è semplicemente “scandaloso” riscontrare, invece, le date sospettosamente ravvicinate che accompagnano la determina di rateizzazione degli oneri richiesta dalla SEAN – Immobiliare:
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In data 26/04/2010 prot. N.11802 viene richiesta la rateizzazione degli oneri;
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In data 10/05/2010 presentazione polizza a garanzia oneri;
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In data 11/05/2010 Determina Dirigenziale;
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In data 12/05/2010 rilascio del permesso n.7 di costruire in sanatoria;
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In data 17/05/2010 Pubblicazione all'Albo Pretorio del permesso.
Questa è la prova inconfutabile che“l’Ufficio Comunale del Sindaco” ed il tuttofare ing. Boccia sono a completa disposizione del “dominus occulto” della Sean Immobiliare, per fornirgli in meno di venti giorni gli atti comunali di regolarizzazione degli abusi edilizi ivi presenti ed il permesso a sanatoria. Viene, inoltre, disposta la pubblicazione dell’atto contrariamente a quanto non è stato mai fatto, benché doveroso, in tutti i casi analoghi. Vale la pena appurare i motivi evidenti e quelli “nascosti” di questa singolare, se non unica, procedura.
Nella convinzione che gli atti edilizi testè indicati sono bisognevoli di verifica approfondita che ne accerti la loro discutibile conformità urbanistica e nel rilevare la palese interferenza politica tra atti rilasciati dal Comune di Afragola e la Sean Immobiliare, il Partito Democratico, fermo restante la necessità “politica e morale” che il Sindaco rassegni le proprie dimissioni, non solo si appella al senso di responsabilità individuale di ogni consigliere comunale affinché assuma l’autonoma decisione di dimettersi dal Consiglio Comunale per determinarne lo scioglimento, ma chiede anche che questo Consiglio Comunale nomini subito una commissione d’inchiesta consiliare onde accertare, sin dalla già sospetta acquisizione del terreno in questione, le violazioni di legge oltreche gli intrecci esistenti tra la politica e la speculazione edilizia realizzata dalla SEAN IMMOBILIARE nel Parco S. Marco di Afragola.
Afragola 21 maggio 2010
Per Il Partito Democratico di Afragola
Il Gruppo Consiliare
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Scritto da PD AFRAGOLA
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Lunedì 27 Settembre 2010 08:15 |
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Si informano i Cittadini che si sta costituendo la Sezione A.N.P.I.
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ad Afragola (NA).
Se sei maggiorenne e ti ispiri ai principi dell'antifascismo e della Costituzione italiana puoi aderire all'ANPI, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
Qualora ne facciano domanda scritta possono iscriversi e aderire tutti gli antifascisti e i democratici. Iscriviti nel nome della memoria e dei valori della Resistenza e della libertà, per cui versarono sangue i nostri partigiani e su cui si scrisse la nostra Costituzione Repubblicana. Il sostegno a questa realtà è fondamentale, in un momento dove la reazione fascista e il revisionismo storico e politico stanno dilagando.
Alcune finalità scritte nello Statuto: promuovere eventuali iniziative di lavoro, educazione e qualificazione professionale, che si propongano fini di progresso democratico della società; battersi affinché i principi informatori della guerra di liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni; concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli; dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.
LA TUA TESSERA TI STA ASPETTANDO...! AIUTACI CON IL TUO SOSTEGNO!
Si può aderire presso le sedi di Afragola di:
- CENTRO DI PROMOZIONE CULTURALE INSIEME
- LIBERA
- ASSOCIAZIONE IMMIGRATI UNITI – Via Roma, 54
- C.G.I.L. – Via Puccini, 5
- GIOVANI DEMOCRATICI – Via M. R. Imbriani, 24
- IDV – Via Roma, 88
- PD – Via M. R. Imbriani, 24
- PRC – FdS Via Roma, 54
- RINASCITA
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Scritto da PD AFRAGOLA
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Venerdì 11 Giugno 2010 08:45 |
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Atto Senato
Interrogazione a risposta scritta 4-03282
presentata da
TERESA ARMATO venerdì 8 giugno 2010, seduta n.392
ARMATO, DE LUCA, INCOSTANTE - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Premesso che:
il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha emesso, in data 12 maggio 2010, un'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Vincenzo Nespoli, nell'ambito del procedimento n. 49058/07 R.G.N.R. - 16698/08 R.G. GIP;
il Tribunale di Napoli, in data 14 maggio 2010, ha presentato al Senato della Repubblica domanda di autorizzazione all'esecuzione della suddetta misura cautelare, ai sensi dell'art. 4 della legge n. 140 del 2003;
le violazioni di legge per le quali è stata avanzata la richiesta degli arresti domiciliari a carico del sen. Nespoli sono quelle di concorso in varie forme nella bancarotta fraudolenta della società a responsabilità limitata "La Gazzella", nella veste di amministratore di fatto e occulto di tale società, e di concorso in operazioni di riciclaggio di ingenti somme di danaro;
in particolare, dalla domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emerge che:
a) al senatore Vincenzo Nespoli è riconducibile una società immobiliare "Sean immobiliare" e che lo stesso risulta proprietario di fatto della società di vigilanza "la Gazzella";
b) tale società è stata dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Napoli in data 23 maggio 2007 con un passivo di quasi 25 milioni di euro;
c) il senatore Nespoli è indagato perché, anche in concorso (art. 110 del codice penale) con altre persone (in corso di identificazione), si faceva prima promettere e poi consegnare da più persone la somma di 30.000 euro per ciascuno e la promessa del voto per le elezioni (art. 96 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 recante "Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati), in corrispettivo della promessa di assunzione quali guardie giurate presso la società di vigilanza "la Gazzella", assunzioni poi effettivamente conseguite da alcune persone finora identificate;
d) lo stesso senatore Nespoli, anche in concorso (art. 110 del codice penale) con i formali amministratori pro tempore della società "la Gazzella", dopo aver ricevuto le somme su citate quale corrispettivo delle promesse di assunzione, traendone dunque profitto (art. 61, n. 2, del codice penale), procedeva ad assumere 30 nuovi dipendenti, alcuni ancora da identificare, benché risultassero in esubero rispetto alle esigenze della società fallita, che già versava in stato di insolvenza e i cui costi (di 360.000 euro) avrebbero ulteriormente aggravato la situazione di dissesto;
e) lo stesso senatore Nespoli, indagato per bancarotta fraudolenta (art. 216 del regio decreto n. 262 del 1942, cosiddetta legge fallimentare) e bancarotta semplice (art. 217), insieme ai formali amministratori pro tempore si è appropriato del danaro proveniente dagli attivi della società, il cui preciso ammontare è tuttora in corso di accertamento, sia mediante prelievi in contanti, sia incassando direttamente i corrispettivi ricevuti dai clienti;
f) in ordine a tali reati, il senatore Nespoli distraeva le somme dovute non solo all'erario per imposte, all'INPS e all'INAIL per oneri contributivi e assicurativi, ma anche ai dipendenti a titolo di trattamento di fine rapporto; nonché le somme destinate ad alimentare il cantiere edilizio della SEAN Immobiliare, somme tutte in corso di determinazione; inoltre sottraeva, distruggeva e falsificava i libri e le altre scritture contabili o li teneva comunque in modo tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari, falsificando le quietanze bancarie su circa 30 modelli F24 per complessivi 867.637,40 euro, falsificando l'attestazione di deposito delle domande di dilazione del pagamento del debito per omessi contributi de "la Gazzella" verso l'INPS, distruggendo o occultando l'obbligatorio registro degli affari, indispensabile per la precisa e completa ricostruzione del movimento degli affari;
g) inoltre il sen. Nespoli è indagato per bancarotta fraudolenta aggravata perché, oltre che in qualità di proprietario di fatto della società di vigilanza "la Gazzella", anche quale amministratore di fatto delle società ISS International Security Service e la Mondial Security Srl facenti capo alla famiglia; queste, in concorso tra loro, distraevano le attività costituite dall'avviamento e dalle commesse di lavoro relative a numerosi clienti (Unieuro Porte di Napoli, Banca popolare di Ancona, Banca popolare di Bari, Condotte acqua SpA ed altri) per l'ammontare di 960.000 euro, e veniva effettuata la cessione delle stesse (in epoca precedente e prossima alla sentenza dichiarativa di fallimento) ad altre società operanti nel ramo, quali la ISS International Security Service e la Mondial Security Srl facenti capo alla famiglia, senza alcun corrispettivo per la società fallita;
h) lo stesso è indagato altresì per riciclaggio (art. 648-bis del codice penale) perché, anche avvalendosi dell'opera di altre persone risultate non consapevoli, sostituiva e trasferiva danaro per l'ammontare complessivo di oltre 300.000 euro, proveniente da delitti in corso di accertamento ed in particolare, richiedendo in alcuni casi in prima persona e facendo richiedere, in altri casi, a più persone che pagava in contanti, l'emissione di assegni circolari a beneficio di altri nominativi, assegni che venivano poi girati e versati sui conti correnti bancari della Sean Immobiliare;
considerato che:
Vincenzo Nespoli oltre ad essere senatore è anche Sindaco di Afragola (Napoli);
i fatti di cui sopra costituiscono un gigantesco conflitto di interessi, in cui potrebbe essere trascinata l'intera amministrazione di Afragola;
nonostante l'evidenza dei fatti, appare preoccupante che Aldo Casillo, attuale Assessore ai lavori pubblici edilizia casa del Comune di Afragola, dichiari, nella recente intervista trasmessa da "Report" il 30 maggio 2010, che Nespoli "non si deve dimettere e che le cose di cui è stato accusato esulano dalle sue funzioni politiche", ignorando, per sua stessa ammissione, il contenuto della richiesta della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del senatore. Tale atteggiamento, a giudizio degli interroganti, evidenzia l' approssimazione e lo squallido modo di fare politica e di gestire la cosa pubblica da parte di alcuni componenti dell'amministrazione comunale;
da una recente inchiesta della trasmissione della Rai "Report" emerge inoltre che:
1) la società immobiliare "Sean immobiliare" è amministrata dalla moglie del sen. Nespoli;
2) tale società sta realizzando, senza controlli, 40 appartamenti, 13 villette a schiera e 5 ville su un'area di 20.000 metri quadrati circa;
3) tra gli indagati ci sono anche i due amministratori della società "Sean immobiliare": Camillo Giacco (nipote di nespoli) e Enrico Esposito, entrambi Consiglieri comunali;
4) dalle dichiarazioni, rese da quest'ultimo, emerge che il vero proprietario della "Sean immobiliare" è Nespoli;
5) i consulenti della società immobiliare sono anche consulenti dell'amministrazione comunale;
6) i circa 30 milioni di euro circa di passivo, per cui sarebbe fallita la società "la Gazzella", nonché i soldi richiesti agli aspiranti vigilanti, oltre al voto, per il posto di lavoro nella società (30.000 ciascuno) e raccolti da un intermediario di Nespoli, somme tutte riciclate nel complesso residenziale riconducibile a Nespoli;
7) secondo alcuni dipendenti de "la Gazzella" intervistati, i pagamenti degli stipendi oscillavano e per ben sei mesi non sono stati effettuati, poi quando l'azienda è fallita si sono accorti che anche parte dei contributi non erano stati versati. Inoltre 120 lavoratori sono stati 3 anni in mobilità e adesso tutti sono disoccupati;
8) il senatore e Sindaco Nespoli ha già una condanna in primo grado a due anni di reclusione per tentativo continuato di concussione perché "voleva costringere" la Ipercop, in apertura ad Afragola, ad assumere 250 persone. In appello il senatore Nespoli è stato assolto, ma la Cassazione, accogliendo il reclamo della Procura della Corte d'appello di Napoli, ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione e ordinato un nuovo processo a suo carico;
rilevato che:
nel Consiglio comunale di Afragola siede un consigliere di centro-destra che, per reati di grave allarme sociale, è stato sottoposto a misure limitative dei suoi movimenti sul territorio;
nello stesso Consiglio comunale siede anche un consigliere di centro-destra che, all'indomani delle consultazioni elettorali del 2008, fu arrestato per fatti di droga;
in un'intervista rilasciata alla stampa e nel corso dei lavori di una recente seduta dello stesso Consiglio, è stato dichiarato che l'autista del sindaco sarebbe un noto affiliato ad un'organizzazione malavitosa,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga opportuno inviare una Commissione d'accesso presso il Comune per approfondire ulteriormente i fatti indicati in premessa e accertare l'assenza di condizionamenti esterni di natura malavitosa;
se il Governo non ritenga opportuno intervenire al fine di promuovere lo scioglimento del Consiglio comunale.
(4-03282)
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Scritto da PD AFRAGOLA
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Martedì 01 Giugno 2010 12:41 |
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fonte: www.napolinord.com

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Scritto da PD AFRAGOLA
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Scritto da GD AFRAGOLA
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Mercoledì 19 Maggio 2010 11:00 |
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